*…un piatto di tagliatelle spirituali…


 
“ Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi,
i miei sensi semplicemente si staccano,
si stancano: lascio perdere.
Sono educato. Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai.
Cercando di essere gentile con gli altri
spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce,
ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa… Il mio cervello si chiude.
Ascolto. Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto
che io non ci sono…

Charles Bukowski

 
 
È solo  un caso che abbia usato la parola ‘tagliatelle’ in un mio scritto che è in un altro blog, un po’ trascurato! È casuale ma lo trovo straordinario lo stesso, mi piace, mi piace molto. Certamente non è un termine usuale, in certi contesti!
 
 
 
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