* homeless


Solo saltuariamente scendo al parco a fare un po’ di corsa frammista a camminata veloce e stamattina i tre homeless accampati che dormivano sull’erba mi hanno riportato alla memoria un episodio vissuto a New York.
Eravamo sulla 7th Avenue, dalla 34th Street in direzione Times Square soffermandoci più volte ad osservare, commentare qualunque cosa che intorno sorprenda. Poi una banca con bancomat interno di quelli con porte a vetro, uno spazio piuttosto ampio all’interno e un ragazzo a terra completamente nudo che di tanto in tanto si muoveva ma molto lentamente e in uno stato di sofferenza evidente. Abbiamo continuato a camminare un po’ increduli e abbiamo commentato tra di noi; una ragazza ci si  avvicina e in perfetto italiano: “Benvenuti a New York!”. Si si ok ne prendiamo atto, sorridiamo e ci incamminiamo per fermarci più avanti, girarci e vedere che la ragazza, dopo aver cercato a lungo nella borsetta, ha aperto la porta con il suo bancomat, è entrata a prelevare e ne è uscita.
Io sono perplessa ancora adesso.
Certo la scena è surreale.
Che dire? Vogliamo vedere sopra quanti strati di umanità viene fuori tanta indifferenza? Tanta noncuranza? Solo il nostro sguardo ha mosso una flebile giustificazione che è anche un dato di fatto. Non ci si ferma davanti a nulla. Tanto meno davanti ad un corpo perdente.
Immaginate il valore di altre nudità a N.Y.!

Photo by ma.gia©

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