* Nuove spaccature nella faglia appeninica


La faglia appenninica è in continuo movimento e si sposta di cinque metri ogni mille anni verso l’ex Jugoslavia con forze e velocità differenti.

Quale convenienza può esserci a ricostruire su una faglia se non un interesse politico e imprenditoriale?

Cosa direbbe il buonsenso? La progressione non è certo lineare e se lo slittamento dei due lembi della faglia in parte è impercettibile, negli anni porta evidentemente distruzione. Nel terremoto del 30 ottobre 2016 la faglia si è distanziata di un metro in alcuni punti visibili.

C’è da chiedersi se una visione scientifica appoggerebbe la ricostruzione di questi paesi rasi al suolo o se invece è la logica del pressapochismo che prevale e la visione di grandezza e di lungimiranza è solo nei libri di storia sugli antichi romani.

Si potrebbe ragionare d’istinto e allora, considerato che i politici fanno il loro gioco e il motto garibaldino ‘ricostruiremo tutto’ offre i suoi vantaggi (poi è così televisivo!) soprattutto in vista del referendum e gioca vigliaccamente sulla psicologia di persone stremate dalle numerose scosse che non desiderano altro che tornare alla quotidianità di prima del terremoto, e visto che la convenienza economica non è da poco, ragioniamo escludendo il buon senso. Poi se ci ritroveremo ad abitare definitivamente quartieri di case prefabbricate senza il minimo tessuto sociale come all’Aquila o questo paese magari perfettamente ricostruito sotto la montagna spezzata dal terremoto (foto da rep.it) sarà la fatalità del destino a decidere di noi!

L’intelligenza non siamo disposti a mettercela? E  il buonsenso?

Potremmo attuare il piano dell’illustre senatore Renzo Piano e ricostruire tutto come prima, tutto in sicurezza.

Sulla faglia ma in sicurezza?! Qualche valle  più in là non sarebbe possibile?  Oppure possiamo supporre il maggior ritorno possibile dal punto di vista politico ed economico e seguire l’esempio dei popolatissimi paesi sorti ai piedi del Vesuvio?

Ecco, potremmo prendere spunto da tanta napoletanità così pittoresca spontanea e rappresentativa in tutto il mondo da accontentare tutte le parti e trarre il beneficio più elevato possibile nell’immediato.

Fino alla prossima fatalità.

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2016-09-30/la-terra-trema-ecco-mio-progetto–154933.shtml?uuid=ADo2aWSB&refresh_ce=1
https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2012/06/06/che-cosa-accadra-alla-prossima-eruzione-del-vesuvio/
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