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È il momento giusto. Era proprio necessario un qualcosa che risvegliasse la coscienza degli operai!

I meccanismi dei lavoratori e dell’azienda sono tracciati con molta precisione e di temi ce ne sono molti, la dedizione al proprio lavoro e all’azienda, i tempi del lavoro e della propria vita privata, la fiducia che viene meno dopo 30anni di lavoro (bravissima Ottavia Piccolo) la tensione che può portare nella propria vita l’incertezza del lavoro, le dinamiche di interazione tra le operaie che affrontano un medesimo problema…

La  regia propone volti bellissimi ma privi di cerone, non patinati ma veri, autentici.

Alla fine ci si sente arricchiti perché qualcosa smuove nell’immobilismo pecoreccio e generale di questi anni e mi chiedo che cosa possa spingere un personaggio come Michele Placido ad affrontare una quotidianità e dei temi così distanti dalla sua vita! Eppure c’è riuscito benissimo individuando tutta una serie di temi e dinamiche e trovandone anche la chiave.

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