Contro la folla e mai contro i luoghi del potere?!?


Riprendo un post dell’ottobre scorso che riguarda proprio la zona dell’attentato.

È la zona che ricordo  con maggior piacere  dal mio primo viaggio a Berlino quando giovane studiavo tedesco e sono andata lì da sola proprio per parlarlo. Solo tre mesi fa sono tornata a Berlino e poiché ora molta parte turistica verte sulla ex Berlino dell’est ho voluto rivedere di proposito, la zona e quella chiesa, testimone suggestiva di un passato da non dimenticare, che, insieme alla straordinaria Nefertiti ho avuto sempre come un ricordo ben presente di quel viaggio.

Adesso aggiungo il dolore.

Anche molti molti dubbi sui fanatici che uccidono le vittime del loro nemico, la gente del precariato, la gente che non ha il potere economico che osteggiano, la gente che (come a Nizza) presiede quanto di più popolare ci sia, e mai, neppure per sbaglio, obiettivo del loro cieco fanatismo è il potere. Qualcosa non torna…

Quando sono andata con i miei ragazzi c’era l’oktoberfest ad Alexanderplatz, la festa delle luci e i festeggiamenti per la riunificazione del 3 ottobre e il pensiero, l’attenzione, lo sguardo, quando si è insieme a tanta altra gente sono costantemente rivolti a quello che può succedere.

Non è giusto viaggiare come se si fosse in guerra, come se qualsiasi posto possa diventare improvvisamente luogo di guerra. Così come non è giusto vivere, o peggio ancora, crescere, costantemente in una città in guerra dove la quotidianità sono i bombardamenti.

 

 

Due grattacieli costruiti a ridosso. Soffocata da nuove costruzioni come se il cielo di Berlino, proprio lì, dovesse essere nascosto. Photo by ma.gia

Sorgente: Vogliono nasconderla?!