4. Da: ‘Raccolta di incipit’


Accampava giustificazioni come se fosse possibile, davanti ad un sentimento, qualunque esso sia, trovarne la ragione.  Forse voleva solo correggere un’impressione distorta su di sé, a seguito delle informazioni audaci che lei aveva sentito? E con quale finalità? No. Se lo ripeté anche a voce alta, per esserne più convinta. Bloccò immediatamente i suoi pensieri che come zampillanti e allegri rivoli non desideravano altro che accarezzare, vivaci e casuali, le ipotesi più romantiche e intriganti.
Oppure lui, che non aveva saputo gestire il giamburrasca che aveva in casa, con tutte le conseguenze e le disgrazie susseguite, e che lui stesso stava subendo, temeva ora per la sua reputazione?

Era questo il significato?
Lei faceva fatica a capire il filo logico dei suoi messaggi e la loro utilità! Se il danno sulla moralità era stato fatto era passato anche del tempo. E lui stesso ne era stato l’artefice. Lei cosa c’entrava in questo?
Avrebbe voluto essere lei la prescelta a stare insieme davanti alle albe e ai tramonti, tutto qui.
Sentì arrivare una sensazione di benessere e di forza insieme. Ah, ecco! Non doveva certo sorprendersi, quando sentiva i Carmina burana la sensazione era sempre forte con il loro incedere e la loro coralità, quindi distolse i pensieri su di sé. Si accarezzò il collo, guardò fuori dalla finestra e immerse il suo sguardo nel verde del giardino per apprezzare fino in fondo quel momento di estasi.

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