Contro la routine – 1


Non è facilè abbandonare la propria zona di comfort, l’abitudine è estremamente confortevole e si sa già cosa si deve fare, cosa ci si aspetta, come sono le reazioni proprie e del mondo esterno…

Quindi perché cambiare?
Perché impegnarsi, subire lo stress dell’incerto sia come reazioni di se stesso e degli eventi sia come risultato finale?
Continuare la propria vita nella scansione di giorni tutti uguali, nei meccanismi collaudati e nei risultati certi impoverisce la propria vita e negli anni lentamente racchiude e imprigiona ogni slancio vitale. Ciò nonostante, caparbiamente si continua a pensare che le proprie convinzioni possano restituire il beneficio sperato. E così si continua.

Stessi passi e nel tempo stessi risultati, ma anche torpore della vita.

Tutto si impara, anche ad evitare la routine, sono esercizi a volte insignificanti, che nel quotidiano spingono la propria mente ad  andare oltre, a non adagiarsi e ad affrontare situazioni sempre diverse.

Su questo ho dovuto fare qualche corso di formazione outdoor. In una bella cascina a qualche chilometro da L’Aquila un programma molto speciale e tutto segreto.

Ho affrontato un ponte tibetano su un torrente, sono salita su un albero per poter arrivare al ponte e ho seguito i miei colleghi – certo continuano ad avere sempre 15/20 anni meno di me anche se loro non se ne rendono conto! – ho seguito le scarne ma chiare indicazioni dell’istruttore e ho superato ogni timore – poco in verità come il rischio -mi sono soffermata al centro del torrente per osservarlo meglio e bearmi del mio risultato. Il rischio poteva essere quello di scivolare giù tra i sassi del torrente appesi per l’imbragatura, niente di più. Non lo avevo mai fatto e non ho timori di vertigini o altro, ma può essere una bella prova per scoprire qualche aspetto insolito e/o sconosciuto di se stessi o anche solo per poter dire a se stessi ‘ce l’ho fatta’.

Eccomi con il casco rosso mentre affronto una parete. Anche in questo caso esperienza zero, e dalla foto sembra niente invece a guardare giù prima di iniziare un po’ di timore viene. Un paio di colleghe non se la sentono e non affrontano la prova, sì sì, tutto in sicurezza, intanto la collega prima di me scopre mentre è in parete di avere un moschettone aperto…Come è potuto accadere? Eppure è stato così, ogni dettaglio ogni imprevisto sono da tenere in considerazione, la tensione aumenta ma la fiducia comunque non viene meno e affronto serenamente la mia discesa. Bisogna considerare che ogni movimento viene amplificato in modo strano, non lineare e muoversi non è agevole, si rischia di essere sbattuti contro la roccia, comunque saltellare giù per la parete…che sensazione! E sei subito alpinista.
Adrenalina pura.

5 pensieri su “Contro la routine – 1

  1. Rompere gli schemi e i cliché ci fa solo bene. Scopriamo le nostre possibilità o i nostri limiti. Che è positivo comunque.
    Bisogna essere intrepidi o monelli. Mai amorfi 😊

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