7. Da:”Raccolta di incipit”


Non voleva cambiare la realtà di altri, non ne aveva davvero l’intenzione. Di questo ne era ben consapevole. Sapeva bene quale fosse la realtà che era in grado di cambiare e quella che non dipendeva da lei.

Aveva mai mostrato il contrario?

Lei osservava il mondo in tutti gli aspetti ma la volgarità d’animo la spaventava, detestava chi alzava la voce e nutriva questi timori su di lui; anche solo a sentirlo telefonare ad una banca per un disguido sul conto corrente. Mancava di incisività, argomentava  ma senza la fermezza che solo un tono basso sa dare e irritava il povero impiegato dall’altra parte, aveva dei toni spropositatamente alti. Situazioni molto semplici che per lei avevano una forte valenza.

La realtà si mostrava però un po’ più complessa. Dopo molto molto tempo lui, in qualche modo, c’era ancora! Perché? E allora chi avrebbe dovuto fare i conti con la realtà?
Lui c’era ancora, non riusciva a crederci.
Era ancora lì a precisare date, fare insinuazioni, ad insultarla, ad attribuire responsabilità ad altri, a pregare che cambiasse paese, a convincerla che non sarebbe tornato indietro dalla decisione presa, la sbeffeggiava, a volte si metteva in mostra e si vantava, o portava argomentazioni curiose del tipo che senza di lui lei avrebbe avuto molti uomini, oppure si vantava di essere ancora insieme all’allegra persona così ‘amata’ anche dalla sua compagnia di amici. Per lei si era messo sulle spese e aveva rinunciato persino a ricomprare gli occhiali spezzati e girava con un paio leopardati di qualche anno prima che insieme alla sua camminata con le gambe a x gli davano un’aria decisamente particolare, ma certo casa nuova…poi con i dico diventava anche più impegnativa la convivenza…in questo i parenti dal sud avevano avuto il loro peso…
Invece poi con il suo meraviglioso fermo immagine le testimoniava la fermezza delle sue intenzioni e lei si inteneriva profondamente perché lo immaginava, caparbio e ottusamente immobile, valutare positivamente la sua situazione  attuale quando invece dentro di sé sentiva sgretolarsi totalmente il suo essere e avrebbe dato il mondo intero per essere considerato apprezzato ascoltato amato coccolato accarezzato baciato da lei e averla al suo fianco.
Era la sola persona al mondo per cui volesse contare.

Da tutto questo soprattutto, lei aveva la conferma che le sue prime intuizioni erano corrette: i loro erano mondi profondamente diversi e quello che desiderava, in quel momento della sua vita, doveva essere solo un favola.

Sarebbe stato capace di poesia un uomo così? Poteva trovarlo fianco a fianco in qualsiasi situazione, lei così discreta cortese delicata fantasiosa o avrebbe trovato muri di malumori e maleducazione e stolta superiorità!?

Non si trattava di parlare di saggezza, di comodità, del trovarsi lì nella consuetudine delle situazioni e trovarcisi bene… ci voleva ben altro…

Inconciliabile fin dall’inizio…lui non sapeva ancora volare.

Photo by ma.gia

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