#raccomandazione: il coraggio dell’altruismo


In una assolata e soffocante, deserta, mattina festiva d’estate mi capita di osservare una scena inusuale.
Una signora anziana dai capelli totalmente bianchi, se ne sta con la sua borsa della spesa ad un ingresso del parcheggio del parco e un ometto corpulento sta indossando una maglietta bianca.
Alle otto di mattina di un agosto così caldo i riflessi non sono così pronti, una spiegazione banale che mi viene in mente è che sia una signora che si preoccupa di far indossare ad un clochard degli abiti freschi di bucato.
E questa la prendo per buona.
Non conosco le dinamiche del retroscena perché non ne ho gli elementi ma mentre faccio i miei giri sudo sento caldo e ho la musica nelle orecchie, rifletto che un gesto di generosità nei confronti degli altri e quindi non di se stessi non dei propri familiari dia valore alla vita e che il coraggio all’altruismo, così, come singolo gesto ed iniziativa personale, sia un valore della vecchiaia e che sia fonte di gioia e soddisfazione.
Ecco, la corte dei miracoli in città, secondo il mio percepire è sempre più ampia, ma ce la vedo poco una signora di 30 o 40 anni che offre biancheria pulita ad un clochard.
I giovani fanno molto volontariato, sono attenti e generosi nelle più varie situazioni ma la semplicità e il valore del coraggio all’altruismo del semplice gesto personale va oltre.
Mi viene in mente quello che mi è accaduto una volta pagando una fattura di mia figlia dal dentista e per la quale si era concordato un 10% di sconto, non chiedetemi perché, sarebbe troppo lungo da raccontare, l’assistente mi porge  la fattura sottolineando il fatto che avesse inserito lei lo sconto concordato e che il dottore non volesse metterlo – corrispondeva a qualche euro, aggiungendo: “Come se non ne avesse abbastanza!” Non penso ai soldi che possa avere, che se li goda pure, ma alla certezza che sia un meschino. L’assistente me lo stava preannunciando aperamente. Nello specifico la mia fiducia vacilla parecchio. Mi ripropongo di stare in guardia e osservare cosa succede ma certo che le premesse non sono per niente favorevoli.
In generale invece la mia reazione è molto più forte. A me questo tipo di relazioni tra persone mi lascia basita – ma dove sono capitata? – ci rifletto su e  rimango basita davanti a questi atteggiamenti miserevoli e penso alla pochezza della vita di queste persone, gli si può misurare il proprio valore personale e il valore personale di tutti quelli che li hanno vicini, insieme anche alla qualità dei sentimenti che possano esprimere tutti quanti.
Penso che accada che tutto sia commisurato e il loro sentire sia in linea con il loro agire, non può essere altrimenti, solo i pazzi ci riuscirebbero. Non si può essere dei grandi d’animo e agire da miserevoli e viceversa, è tutto a livello, questi hanno una vita, frequentazioni e sentimenti, livellati alla miserevolezza e, presumibilmente all’ignoranza perchè è facile che siano coltivati insieme. Verrebbe davvero voglia di andare lì con qualche euro tutti in monetine da un centesimo e metterle in mano direttamente al medico come fosse la carità!
Con tanta meschinità, malevolenza, desiderio di ingannare il prossimo, ottimizzare il proprio tornaconto speculando anche negli atteggiamenti come se dovessero essere risparmiati quelli positivi per sé e per la propria cerchia, calpestare le persone per raggiungere valori di convenienza di così bassa dignità come si osserva nel quotidiano, dove piuttosto si tralascia chi non conta per sé e si risparmiano persino le parole o i sorrisi, ecco, un po’ di bellezza nell’animo senza nessuna visibilità e senza nessun tornaconto materiale fa piacere vederla.
È come se anch’io, casualmente presente nella scena, avessi sentito il profumo di bucato fresco di quella anziana signora.

Photo by ma.gia  ‘Ho le mie convinzioni: solo nella bellezza d’animo nasce Amore’

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