#comunicazione: questione di responsabilità


Il narratore non ha responsabilità sul narrato. È inutile prendersela con chi denuncia i fatti o li coglie e li descrive.

Il pensiero è generale ma se proprio le forze del male non ce la fanno a trattenersi dall’affacciarsi anche su questa singola riga, dichiaro di dedicarlo – il pensiero – al toy boy preferito, alto 1,50, di anni 98, scarsamente prestante (nel senso che se poi si presta è fatta!) non proprio colto, di modi zoticoni, scontroso e musone (per questo è il preferito).

Oh! E adesso identificati e pensa che stia parlando di te!
E tu, come solito, continua a rosi-care giorno e notte. Dai, se avete coraggio!
Una opzione o l’altra a seconda del sesso, naturalmente.

Alla successiva domanda ognuno si dia una risposta, nel segreto della confessione, con l’onestà e la franchezza che ognuno deve a se stesso.
A se stesso E NON A ME, sia ben chiaro.

Photo by ma.gia ‘Cosa si cela dietro il tuo desiderio di comunicare coûte que coûte?’

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