#ricordi: san silvestro e tutte le feste dell’anno


Ricordo il mondo del secolo scorso, le lunghe tavole imbandite di bianche tovaglie di fiandra, gli zii i cugini, il chiacchiericcio, la vivacità, l’allegria e un’atmosfera che ripeteva ogni volta la stessa magia. Ricordo i miei abiti ricamati  a nido d’ape o di pesante velluto blu – ho sempre indossato il blu! – le scarpine da bambola e tutto intorno un mondo incantato.

Nella grande cucina in muratura di mio zio, intorno ad un tavolo rotondo, che era talmente grande che raccoglieva tutti i grandi – noi bambini mangiavamo nel lungo tavolo in sala da pranzo davanti al camino e al canapè – ricordo come fosse ora, una barzelletta che ha creato così tanta ilarità che ho chiaro il ricordo di me, perplessa, che osservavo le facce dei presenti, compresi i miei genitori.

A Roma, una novella e giovane cameriera campagnola esplora con insistente curiosità l’apertura dell’immondizia condominiale e non riesce a capire a cosa possa servire quell’apertura fino a quando…curiosa….curiosa…cade giù. Precita, si rovescia e poi d’un tratto si blocca la sua spericolata e vertiginosa discesa. Alla fine della corsa il portinaio è lì per ritirare i bidoni ed esclama: ” Non mi sembra questo un culo da buttar via!” 

Fragorose risate scoppiarono all’improvviso e incredula osservavo quella buffa scena. Quel sistema di buttare l’immondizia ce l’aveva anche la zia che abitava a Roma in via Parioli e che andavamo regolarmente a trovare. Perché tutto quel ridere?

Ho sempre avuto in mente questa barzelletta, mi sembra stupenda, un segnale di quanta ingenuità ci fosse in quegli anni e di quanto fossero giovani quei ‘grandi’ che se la ridevano in cucina!

Photo by ma.gia ‘anni che sfuggono come giorni e al termine si osservano per ricordare quanto siano stati belli tutti, ad uno ad uno, fino ad ora’

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