32. Da: “Raccolta di incipit”


Aveva preso la data della prima volta che erano stati casualmente insieme per poter vantare una storia d’amore, poi aveva scelto le mete più iconiche dove potersi inventare anniversari o vacanze strabilianti per farsi invidiare da chi…non lo pensava neppure. Doveva pur concretizzarsi in qualcosa quella storia messa su solo per nascondersi! Solo per sfuggire a quel niente che aveva invaso totalmente la sua vita e che non aveva saputo gestire, e che insieme a lei e ai fatti concreti avrebbe sconfitto definitivamente, con volontà e determinazione. Con la stessa volontà e determinazione con cui avrebbe costruito una storia d’amore apparentemente vera.
Non era più uno sprovveduto ragazzino, sapeva che dominare lo faceva sentire un uomo e sapeva anche quanto lei  fosse facile da ‘tenere al guinzaglio’, come diceva spesso, nonostante le sue stramberie, dovute ad una cultura popolare del ‘ vorrebbe essere…ma non è… ‘. Lei non aveva coltivato nessun interesse al di fuori dell’accudimento, era perfetta, noiosa per molti aspetti, ma perfetta.
Lui era un uomo pratico e sapeva bene cosa contasse in fondo, nella vita! Suo padre glielo aveva insegnato e una moglie che lo accudisse, che cucinasse per lui, che lo seguisse, era importante in vecchiaia, anzi, non averla sarebbe stato quasi un disonore, nella posizione in cui era.

Se aveva incontrato come per magia l’amore, e non era stato capace di afferrarlo, significava che ne avrebbe fatto a meno come per tutta la vita e una pazza squinternata, invasata di lui e del suo mondo ‘istruito’, riusciva a sopperire la mancanza tenendolo occupato con le sue volgarità, le sue bestemmie a cui ormai era abituato e che facevano parte del ‘pacchetto’ folklore!

Photo by ma.gia

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