33. Da: “Raccolta di incipit”


Poteva succedere ovunque, guadagnava troppo poco con il suo lavoro e quindi poteva capitare in treno o con qualcuno del parentado, magari proprio durante i festeggiamenti. Lei sapeva bene che poteva capitare e così  acconsentì alle richieste assurde da uno fuori di testa. ‘Accidenti – si ripeté tutta la notte – come mi giustifico con il sangue del mio sangue che neppure in un momento come questo gli sono vicino.” Si dette dell’idiota e bestemmiò, accidenti, solo a lei poteva capitare una cosa così crudele. Avrebbe parlato apertamente e con chiarezza avrebbe elencato ciò che si stava giocando  e poi gli avrebbe detto cosa ci poteva essere di vantaggioso anche per lui.Alla fine lo avrebbe convinto, con l’aria fritta, come sempre. Intanto il treno si avvicinava alla sua fermata, l’ultima; guardò davanti a sé per cercare il solito volto di tutte le mattine e dopo che l’ebbe trovato aspettò di incrociare il suo sguardo, poi fece un gesto con la testa per dirgli che andava bene. Scesero e si avviarono insieme per la solita mezz’ora di ritardo…sulla linea. Photo by ma.gia
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