#acrosstheuniverse: diffusa ignoranza


‘A chi tocca nun se ‘ngrugna’

Beccàti a lungo nella vostra diffusa ignoranza, con tante parole e tanti fatti esplicati, praticati in anni e anni, è stato sufficiente aggiungere solo poche sessioni di approfondimento per completare il quadro, quindi di gran lunga più a lungo è praticata da voi, insieme alla vostra ignoranza, la vostra malcelata e bieca curiosità!

Fair play e faccia tosta come se non fosse successo nulla.

Tranquilli, infatti non è a me che dovete render conto delle vostre cattive abitudini o del poco valore delle vostre azioni.
Io annoto qua e là, rimarco, descrivo, lascio che il tempo passi e lascio che il vostro meditare sulle cose che con tanta cura e dettagli ho raccontato vi faccia reagire con aria indifferente, fischiettando e guardandovi intorno spensierati, per una volta le mani in tasca.
Vi lascio fare, così che possiate credere di esservela cavata.
Con me di certo.  È’ stato divertente usare una strada alternativa per comunicare, nel tempo, concetti che ogni uomo, o meglio, ogni persona dovrebbe già conoscere e su cui avrebbe dovuto riflettere. Devo ammettere che porgere l’altra guancia non sia proprio un modo che apprezzo nella comunicazione! Preferisco porgere, anche se in minima parte e in maniera più semplice, l’esperienza subita. È stato divertente. Sicuramente a voi piace molto di più la piaggeria della verità dei fatti, più comoda e meno faticosa per le membrane cerebrali.

E voi, pur senza avere il gusto del racconto e dello scritto, non avete lasciato l’osso neppure per un attimo. Anzi, ribattendo sul gusto della prospettiva, mancandola, confermate il vostro pensiero lontano da chi vi è vicino – vergogna! – e ne confermate così anche le ristrette capacità intellettive.
E continuate a perdervi in altri pensieri e desideri peccaminosi…
Le vostre reazioni sono così palesi, colpevoli e mistificatorie allo stesso tempo, da credere che abbiate meditato ben bene sulla faccenda, abbiate a lungo discusso, abbiate sbattuto porte, abbiato saltato vacanze per discutere, sprecando rare giornate di tempo libero, abbiate preso delle tristi decisioni a tavolino con le mie argomentazioni, ma tanto è pur vero che di tutto questo raffinato parlare, a voi, nel vostro mondo, ne serve ben poco.

Avrei potuto lasciar correre perché quello che offende l’intelligenza e le belle maniere, per voi è solo ignoranza normalmente praticata e maniere troglodite da altri trogloditi accettate. Il risultato non sarebbe cambiato. Quindi vi sarà sembrato alquanto strano e soprattutto incomprensibile questo gran parlare.

Per me siete come una barzelletta volgare, raccontata male che finisce con una parolaccia sgradevole e con una risata catarrosa, interminabile, a stantuffo, che alla fine si strozza in gola.

Eppure da come avete reagito sembrerebbe che un poco ve ne rendiate conto e un po’ di vergogna la stiate provando, anche a giudicare da come prendano colore gli accadimenti, da come l’improvviso editto sospenda o addirittura arrivi ad oscurare le comunicazioni.
Ancora il seme dell’Ignoranza è fecondo e prosperoso, con una piccola crepa, nascosta e timorosa che si fa largo.

Lo si capisce. L’ignoranza avrebbe voluto defilarsi dalla volgarità, questa avrebbe dovuto oscurarsi definitivamente, invece rimane lì, inerme a testimoniare solo se stessa e la propria misera condizione.

È già ragione di tante parole, che non avrà happy ending perché è circondata da ignoranza ben radicata, ma è almeno qualcosa, è un passo avanti e di quel qualcosa ci accontentiamo.

Photo by ma.gia ‘non corretemi dietro, ho ripreso gli allenamenti’

’16th century azulejos’

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