#raccomandazione: ci vuole coraggio – 2


Bisogna riconoscere e definire le proprie azioni con il dovuto distacco. Esaminare il proprio operato, meglio ancora nella quotidianità dove non ci si può nascondere dal generico e si è maggiormente focalizzati nelle proprie azioni, ci aiuta a definirci meglio con noi stessi e gli altri. Spesso ci lasciamo condizionare da obiettivi da raggiungere, best performance da mantenere, ed è assolutamente apprezzabile in ogni fase della propria vita, quando si costruisce il proprio futuro e comunque quando la vita la si vuol vivere appieno. Quello che si deve tenere d’occhio è che in ogni step che decidiamo di percorrere, le singole azioni svolte nel quotidiano siano specchianti di quanto ci siamo prefissati, che rispondano alla nostra morale, che rispondano ai nostri canoni di bellezza e che siano in sé portatori di gioia per noi stessi.  Come dire, un passo alla volta ma che quel passo non contraddica quanto di fondante c’è in noi, nelle nostre speranze, nei nostri pensieri, nei nostri obiettivi. Quante persone amate da milioni di persone sono state distrutte dalle dipendenze, dal ‘mal sottile’, dal capitolare per non aver curato il benessere di se stessi in primo luogo, sopraffatti, anche piacevolmente storditi, ma nel tempo distanti dal nutrire il proprio benessere con costanza e dedizione. A che serve quindi piacere a milioni di persone se si è distratti da piacere al proprio io?  Quanti pensano che piacere ad una persona sia la soluzione della vita? E quanti vivono incatenati da questa loro scelta, senza possibilità economiche per potersi liberare, per dedicarsi al benessere quotidiano delle proprie azioni. E ancora quanti ‘incatenati’ dal proprio corpo, dalla propria mente, scelgono di riversare le proprie frustrazioni sul web, diventando gli haters,  e in ogni loro azione quotidiana contribuiscono a deteriorare loro stessi. Quanti pensano di avere il diritto di non avere rispetto degli altri, come quelli che tentano di mistificare le proprie miserie e si tirano in dentro la pancia quando vogliono fare bella figura e con quel gesto all’apparenza banale, tradire e nascondere le propria intera meschinità. Sono solo brevi e semplici esempi. Le azioni nel quotidiano contano, hanno un certo valore terapeutico, non dico che si possa guarire la propria mente o improvvisamente da meschino diventare una persona realmente rispettosa degli altri, probabilmente se si tratta di persone di una certa età non cambieranno mai nella sostanza, cercheranno solo di nascondersi meglio che potranno, ma per i giovani invece l’attenzione alla quotidiana cura delle proprie azioni e la verifica che rispecchino i più alti valori, è la via per coltivare dentro di sé la moralità la bellezza la felicità di rispecchiare il più possibile il proprio essere. Avere il coraggio, da molto molto giovani, di denunciare il fatto che nella notte un cane è rinchiuso in un’auto, oppure se una signora anziana chiede la via dove si trova, avere il coraggio di fare una domanda di verifica per capire se ha l’aria da smarrita o si è smarrita davvero e aiutarla a farsi raggiungere da un familiare, sembrano azioni di poco conto, appunto del quotidiano, ma che portano lontano perché denotano coraggio e interesse per il proprio modo di essere. Sono solo brevi e semplici esempi. Avere il coraggio di denunciare  sempre e comunque le cattive azioni e avere il coraggio di non essere indifferenti e di essere invece partecipi della realtà delle persone che ci passano accanto. Per costruirsi e continuare ad essere nel corso della vita delle belle persone non è così importante piacere a tanti o essere amati da una persona, anzi sono due situazioni che spesso illudono gli ingenui, le persone meno colte o quelle che non hanno grandi possibilità di costruirsi o confrontarsi con le grandi esperienze della vita, con i grandi temi della vita, e ancora con i grandi classici, con i filosofi  o con le letture più importanti. Avere il coraggio di rispecchiare le proprie parole, quella è la piccola cosa che costruisce tanto, è il battito d’ali che può scuotere il mondo. Photo by ma.gia
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