#acrosstheuniverse: haters


Una ragazzina con un coraggio da leone, con discorsi sereni e pacati quanto scomodi e incisivi, parla e scuote le coscienze del mondo e nel contempo ci sono alcune persone che annotano considerazioni totalmente decentrate, perché?

Vorrei davvero conoscere le motivazioni di Rita Pavone e della giornalista Maglie (che ricordo per aver presentato a rimborso-spese cifre da capogiro come solo alcune rock star o dive holliwoodiane sanno fare, nel suo soggiorno a New York come inviato della Rai e quindi di un servizio pubblico, conti di alberghi ristoranti gioielli pellicce…) due ultra ultra 60enni che di una manifestazione che mobilita tutto il mondo occidentale come il Friday For Future, hanno da rilevare due opinioni che non offrono nessun apporto ulteriore, che non offrono nessuna alternativa, nessun valore aggiunto!
Non solo.
Arrivano i like!
Non solo.
Dopo le scuse dovute, arriva l’indignazione verso quelli che hanno fatto notare che il commento, oltre ad essere inappropriato, denota ignoranza, razzismo, inconsapevolezza e poi…in fondo in fondo, come sempre quando si è lontani dalla consapevolezza del valore delle proprie azioni, anche qualcosa che nel cervello non funziona proprio bene bene….

Accidenti, non te ne accorgi che è inappropriato come atteggiamento!

La risposta di Haether Parisi è una delle migliori possibili, eppure, continuo ad insistere, quando si è così distanti dal percepire le reazioni ad un proprio comportamento, a non vederne la gravità, a non avere percezione della diffusione, della risonanza, dell’inconsistenza, dell’offesa o meglio delle stupidaggini che si sono dette, qualcosa di perverso nel comportamento deve pur esserci.

Ma perché una ultra 60enne dovrebbe provare desiderio ad investire un’altra persona di cui, molto probabilmente non apprezza i discorsi o le modalià o le teorie?

Ma perché si arriva a mettere insieme un pensiero così negativo invece di confutare il proprio, e visto che una giornalista ne ha il potere, farlo arrivare a più persone possibili con un senso logico, con argomentazioni, con proposte diverse, contrastando idee con l’intelletto? Una giornalista solitamente investe con l’auto le persone che hanno opinioni diverse? Ma che battuta è? Dov’è l’umorismo se si legge solo arroganza e strafottenza? Fa ridere o almeno sorridere?

Ma perché una ultra ultra 60enne arriva a vedere in una faccina tonda pulita fresca (e di cui subito accanto al suo nome, mesi addietro, era stata scritta la sindrome di cui è affetta) un personaggio di un film dell’orrore?
E poi, affiorato il pensiero sconclusionato, sente la necessità di dar voce al pensiero negativo?

Perché?

Perché offrire ad un paese delle lezioni così brutte, prive di significato, avulse dal contesto di una energia che scuote il mondo?

Di cosa avete paura?

Avete paura della gioventù che voi non avete? Della freschezza di un viso pulito? Di una energia pacata e così decisa che ha provocato un sobbalzo nelle coscienze?

Ecco. Voi avete avuto paura.

È la paura del confronto che dà voce agli haters, è qualcosa di più forte dell’invidia o dell’odio, è qualcosa che fa traballare le personalità fragili degli haters. Non hanno argomenti, non offrono fatti, non hanno nessun contributo positivo da contrapporre. La loro è una vita in forse, perchè abbia un senso dipende dalla forza e dalla continuità delle loro azioni di contrapposizione, è lì che traggono quel po’ di vita che sospende le loro frustrazioni.

Gli haters che inquinano i social sono i più fragili della società ed hanno terrore della loro marginalità.

E in tutto questo sperano, le due protagoniste, di essere diventate più popolari? Forse, tra i più fragili.



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