36. Da: “Raccolta di Incipit”


“Abbiamo cambiato il numero di telefono ieri, mio marito l’ha dato soltanto al suo amico e anche stanotte è arrivata una telefonata muta.

Nel cuore della notte spaventano da morire!”

La poverina sapeva bene cosa volessero significare quei silenzi minacciosi che la costringevano poi sveglia fino al mattino, ma non si rendeva conto che il migliore amico di suo marito aveva una compagna totalmente ossessionata dalla sua stessa mente da immaginare di poter avere il controllo sulle altre persone, alla cui ossessione si aggiungevano un tot di fobie e una ricca dose di depressione e ansia.

Quando se ne sarebbe accorta? Quando avrebbe finalmente capito cosa realmente stava accadendo?

Intanto l’artefice di un gesto così vigliacco, a poco a poco si concedeva la morte, o quanto meno rinunciava alla vita.

Continuava a morire il piacere nella sua mente, un po’ delle sue papille gustative, la sua sensualità e la sua femminilità.

A poco a poco trasformava il suo corpo in un informe e vecchio pezzo di legno, la pelle del viso in uno straccio per pulire i pavimenti, perdeva le espressioni e i gesti umani e si traformava in una tenebra.

Diventava a poco poco ombra.